Sportello-Energia (Sportello meno energia)

Vai ai contenuti

Menu principale:

Contabilizzazione nei condomini


Pagina di FAQ dedicata alla contabilizzazione nei condomini
 






1 - COME FUNZIONA IL FINANZIAMENTO REGIONALE IN CONTO INTERESSI ?


Il finanziamento viene erogato come  mutuo a tasso fisso di sette anni, al lordo degli interessi. Viene erogato dalla banca convenzionata, che è stata scelta dal beneficiaio, tra quelle che hanno stabilito la convenzione con FinPiemonte. La Finpiemonte provvederà a rimborsare  la quota interessi, in rata unica anticipata, poco tempo dopo la stipula del mutuo.


torna ad inizio pagina


2 - CHE DOCUMENTI SERVONO PER ACCEDERE AL FINANZIAMENTO ?


Prima di fare la domanda occorre procurarsi:

 i preventivi per giustificare l'importo richiesto;
 delibera dell'assemblea condominiale ,sottoscritta dalla maggioranza dei condomini, con esplicito incarico all'amministratore di fare domanda di finanziamento.
cronoprogramma dei lavori: i lavori devono iniziare (ossia essere fatturati) DOPO la presentazione della domanda, ma possono terminare entro 3 anni, cioè essere programmati in questo arco temporale;
 planimetrie dell'immobile;
 documentazione fotografica;
 dati bancari.

A cura del tecnico che segue le pratiche verrà redatta una diagnosi energetica globale dell'edificio con redazione dell'ACE (APE) pima e dopo l'intervento per calcolare la riduzione dei consumi energetici e quindi delle emissioni inquinanti in atmosfera.



torna ad inizio pagina




3 - CHE BANCHE SONO CONVENZIONATE CON FINPIEMONTE ?

Le banche attualmente (gennaio 2014) convenzionate sono:

  • Banche di Credito Cooperativo (Bra, Boves, Cherasco,Casalgrasso, Carru', Pianfei etc.)

  • Banca Sella

  • gruppo UNICREDIT s.p.a.

  • Banco Azzoaglio

  • Cassa di Risparmio di Bra

  • Cassa di Risparmio di Saluzzo

  • Cassa di Risparmio di Savigliano


ATTENZIONE se non avete il c/c in una banca convenzionata, PRIMA di fare la domanda, dovete aprire un  conto dedicato al finanziamento in una banca convenzionata!


torna ad inizio pagina




4 - CHE DOCUMENTI OCCORRE INVIARE CON LA DOMANDA IN FORMA CARTACEA ?

 relazione tecnico-economica secondo lo schema richiesto dal bando.
dichiarazione, sottoscritta da tecnico abilitato iscritto ad Ordine professionale, di conformità degli interventi (in particolare La strumentazione installata per la contabilizzazione del calore dovrà essere in grado di assicurare un errore inferiore a ± 5% (con riferimento alle norme UNI EN 1434 oppure UNI EN 834/2013) e conformità delle testine termostatiche alla norma EN 215.

 delibera dell'assemblea dei condomini, per la realizzazione dell'intervento sottoscritta da tutti i condomini presenti nell'assemblea, con esplicito incarico all'amministratore  di partecipare al bando;
 tabella costi ammissibili;
 crono-programma;
 caratteristiche tecniche dell'intervento;
 copia del documento di identità del richiedente in corso di validità;
 elaborati grafici di progetto che consentono la piena valutazione delle soluzioni proposte e permettono di evidenziare lo stato dell'arte ante intervento e la situazione post intervento;
 dichiarazione di conformità del progetto ai requisiti dell'Allegato A al presente bando;
 diagnosi energetica dell'edificio, redatta secondo il DLgs 115 del 30 maggio 2008 (esclusivamente per importo lavori superiore a € 50.000,00);
 firma energetica del sistema edificio-impianto relativa allo stato pre-intervento (esclusivamente per importo lavori superiore a € 100.000,00);

torna ad inizio pagina





5 -PERCHE' E' CONVENIENTE INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE E I CONTABILIZZATORI?
Prima degli anni 70, gli edifici condominiali avevano prevalentemente il riscaldamento centralizzato con distribuzione a colonne montanti.
Negli edifici degli anni '70-'80, la soluzione più adottata era invece quella di installare, in ogni appartamento, un impianto di riscaldamento autonomo. Si pensava che l'autonomia nella gestione del riscaldamento consentisse  un risparmio globale deil'edificio, perchè la conduzione personalizzata stimolava il contenimento dei consumi. Questa soluzione, a conti fatti,  non è si rivelata del tutto in linea con il bisogno di riduzione dei costi. Risultava infatti inadeguata sul piano dei consumi complessivi. Questo perchè la somma dei consumi di tanti generatori piccoli è maggiore del consumo di un generatore di grosse dimensioni. A partire dagli anni'80 è quindi ripresa a prevalere l'abitudine ad adottare, negli edifici condominiali,  l'impianto centralizzato.
La legge 10/91 ha introdotto, per la prima volta, l'obbligo di installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore nei condominii  con sistema di riscaldamento centralizzato,

PERCHE' QUESTO NON VA' VISTO COME UNA IMPOSIZIONE, MA COME UNA OPPORTUNITA' PER RIDURRE I CONSUMI GLOBALI DELL'EDIFICIO E QUINDI I COSTI INDIVIDUALI PER RISCALDAMENTO !?!?

Il generatore termico centralizzato ha condizioni di efficienza, manutenzione e gestione complessivamente migliori di una pluralità di piccoli generatori spesso con manutenzione scarsa.



Lo squilibrio tra le condizioni termiche d'appartamenti situati a piani diversi e con differente esposizione, provocano differenze di condizioni microclimatiche, che sono spesso motivo di discussione tra i condomini. Generalmente, per poter assicurare una temperatura accettabile negli appartamenti più freddi (per esempio quelli a nord o all'ultimo piano), si innalza la temperatura ambiente anche negli alloggi in cui, grazie ad un esposizione più favorevole, non sarebbe necessario.
I residenti ai piani intermedi sono indotti ad aprire le finestre per abbassare la temperatura interna, sprecando calore,; mentre gli inquilini all'ultimo piano hanno relativamente freddo.
La soluzione è l'installazione  delle valvole  termostatiche su ogni corpo scaldante. Queste hanno la funzione di bloccare il flusso del fluido termovettore al raggiungiungimento della  temperatura  impostata. In concomitanza  si deve provvedere ad installare i contabilizzatori dell'energia termica consumata. La contabilizzazione dei consumi stimola ad essere parsimoniosi nella impostazione delle valvole termostatiche. L'instalazione combinata dei dispositivi  rende autonoma la gestione del riscaldamento in ogni unità immobiliare e consente di attribuire i costi di riscaldamento legandoli ai propri consumi reali,ossia trasforma ogni impianto centralizzato esistente in tante unità autonome nella gestione e nel calcolo dei consumi.


torna ad inizio pagina



6 - COME FUNZIONA LA VALVOLA TERMOSTATICA?
Le testine termostatiche sono dei regolatori della temperatura ambiente che agiscono sulla portata del singolo radiatore, mantenendo la temperatura al valore impostato. il funzionamento avviene senza dispositivi meccanici ma mediante la progressiva espansione (o contrazione) di un liquido o gas contenuto in un volume della testina.




Questa azione fa variare la portata di acqua del radiatore. Man mano che la temperatura ambiente si avvicina al valore impostato la valvola si chiude, la portata diminuisce  e di conseguenza la temperatura media tra mandata e ritorno e di conseguenza la potenza termica di emissione.




Risulta evidente perchè sia del tutto normale sentire la parte inferiore fredda, in certe condizioni di funzionamento.


torna ad inizio pagina




7 - QUANTO SI RISPARMIA?
Il risparmio, sui costi di riscaldamento, mediamente conseguibile con l'installazione delle valvole termostatiche piu' contabilizzatori è quantificabile in almeno 18-22%, al primo anno dopo l'installazione. Negli anni successivi, la maggiore comprensione della gestione e la verifica reale degli effettivi risparmi che si possono conseguire, senza sacrificare il confort,ma anzi aumentandolo, porta ad incrementare i risparmi in media di un altro 3-4 %.  Facendo ricorso al foglio EXCEL   CONTABILIZZAZIONE 2014 (158 kB  - formato xls)"  si possono simulare percentuali diverse di risparmio.


torna ad inizio pagina




8 - COME CALCOLARE LE SPESE?
La termoregolazione con le valvole termostatiche conferisce ad ogni utente l'autonomia gestionale, mentre la contabilizzazione deve garantire una  equa valutazione dei costi di riscaldamento, commisurata ai consumi effettivi e non piu' legata solo alla tabella millesimale del condominio . Il conteggio dei costi di riscaldamento commisurato alla sola tabella millesimale del condominio è totalmente slegata dalla conduzione (piu' o meno virtuosa) e quindi è profondamente iniqua, perchè non tiene conto dei consumi effettivi.
Ma come si devono suddividere le spese ? Esiste una norma tecnica, la UNI 10200, che regolamenta in maniera "scientifica" il conteggio dei consumi e il calcolo delle spese di riscaldamento (ma anche di consumo dell'acqua calda e degli altri servizi, se centralizzati). Ogni altra forma di calcolo è illegittima, anche se concordata a maggioranza in assemblea dai condomini.
La norma stabilisce che l''utente è tenuto a pagare un addebito corrispondente alla quantità di calore volontariamente prelevata dall'impianto centralizzato per soddisfare le esigenze di temperatura del proprio alloggio (consumo volontario) al costo di produzione degli impianti condominiali. Oltre alla quota propriamente legata ai consumi, all'utente è addebitata una quota fissa (proporzionata alla tabella millesimale). Ogni utente non può esimersi dal pagamento di tale  quota (anche se l'alloggio fosse disabitato) perchè corrispondente ai costi di gestione e alla quantità di calore dispersa dall'impianto al fine di rendere disponibile il servizio (consumo involontario).
L'utente deve avere la possibilità di controllare il proprio consumo e di valutarne il costo anche in corso di stagione.
ATTENZIONE: la norma UNI 10200/2005 è stata aggiornata nel 2013 ! Chiedete che il conteggio sia fatto secondo la nuova norma UNI 10200/2013.

torna ad inizio pagina

Torna ai contenuti | Torna al menu